Book: Middle Eastern and Venetian glass beads

Middle Eastern and Venetian glass beads XVIII - XX century
fotocolor
2 editions: first with Italian text, second with english text for the American market
Editor Skira Milano - Italy 2007


English

The glass beads have always been a fundamental element of the jewelry and ornaments of the body for many populations in the world. Round or irregular, decorated or transparent, colourful and alluring, glass beads have always been a fundamental part of jewellery and body ornamentation for many peoples of the world. Through a rich selection of period necklaces and varied pieces, this publication offers an extensive panorama of “glass beads” from prehistory to the present day, with a focus on famous Venetian beads. The creation and use of glass beads is an ancient artistic tradition whose origins are lost in the mists of time. The first long-lasting ornaments created by man were in fact beads, used to decorate the body as jewels or sewn onto fabric; these small coloured beads were easy to carry and always new and different, with their extraordinary variety in terms of colour, shape, design, material, and size, able to create startling juxtapositions and contrasts. Created locally or imported from Europe, the Middle East and India, beads were like delicate drops produced from a wide range of materials, such as shells, stone, metal, clay and glass. This publication offers a complete overview of the use of “glass beads” throughout the world in different cultures and across time, from prehistory to the present day: from the earliest examples of necklaces produced by Africans of Neolithic times and made in quartz, fossil shell, carnelian and amazonite, to beads made of glass or “pasta vitrea” in “eye” or “mosaic” form, to necklaces in opaque or transparent glass. The book focuses on glass beads produced in Europe, and in particular in Venice, which were known and appreciated throughout the world. Produced and exported as early as the fourteenth century, they were traded along routes to the Black Sea, Flanders, England, Tunisia, Algeria and Morocco.


Perle di vetro mediorientali e veneziane del VIII - XX secolo
Le perle di vetro sono da sempre un elemento fondamentale della gioielleria e degli ornamenti del corpo per molte popolazioni nel mondo. Rotonde o irregolari, decorate o trasparenti, coloratissime e affascinanti le perle di vetro sono da sempre un elemento fondamentale della gioielleria e degli ornamenti del corpo per molte popolazioni nel mondo. Attraverso una ricca selezione di collane di epoche e produzione diversa, il volume propone un’esaustiva panoramica sulla produzione delle “perle di vetro” dalla preistoria a oggi, con particolare attenzione alle celebri perline di produzione veneziana. La storia della lavorazione e dell’impiego delle perline costituisce un’antichissima tradizione artistica che affonda le sue origini nella notte dei tempi. I primi ornamenti durevoli realizzati dall’uomo furono proprio le perline, usate per adornare il corpo come gioielli oppure cucite su tessuti; i piccoli colorati erano facili da trasportare e sempre nuovi e diversi, con la loro straordinaria varietà di colori, di forme, di disegni, materiali, dimensioni capaci di creare abbinamenti e contrasti sempre nuovi e diversi. Realizzate localmente oppure importate dall’Europa, dal Medio Oriente e dall’India, le perline si presentano come tenui gocce prodotte con i materiali più diversi come conchiglie, pietra, creta, metallo, vetro. Il volume propone una panoramica completa sull’impiego delle “perle di vetro” nel mondo nelle diverse culture ed epoche, dalla preistoria ai nostri giorni: dai primi esempi di collane di produzione africana di epoca neolitica in quarzo, conchiglia fossile, cornalina e amazzonite alle collane di vetro o di pasta vitrea “a occhio” e “a mosaico”, alle collane di vetro opaco o trasparente. Un’attenzione particolare viene dedicata alle perline di produzione europea, in particolare veneziana, conosciute e apprezzate in tutto il mondo, prodotte ed esportate già nel XIV secolo lungo le rotte per il Mar Nero, le Fiandre, l’Inghilterra, la Tunisia, l’Algeria e il Marocco.
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