LALIBELA, ETHIOPIA
The "celestial" city of Lalibela, the Jerusalem of Ethiopia. Eleven monolithic churches of the XII century, dug into the volcanic pink tuff. Real "prayer stone", divided into two groups on the banks of a river called Giordano, the churches are open for the religious functions and linked together by a network of underground tunnels dug into the rock. Architecture of the deep, the churches do not stand out at the horizon, just a few yards from the ditch, the boundary between the sacred and profane, which can be covered in all their mystical charm. Ethiopia is Christian from the 335 and after the Council of Chalcedon in 451, the Christians of Ethiopia adhere to the church of Egypt, called Coptic. During the following century the Islam comes in Africa, Ethiopia and his local Church is isolated, and doesn't suffer any modification. Over the centuries, the Ethiopian Church maintains a primitive Christianity that in many ways reminiscent of the original biblical world. Lalibela has long remained isolated among Ethiopians Ambe for poor road links, the small village welcomes visitors with the beggars, dust and fleas, but offers his jewels: the rock churches, the largest monolithic monuments of Africa. Explore the tunnels linking the churches is an unforgettable experience. All the churches are decorated both inside and outside, some are painted. The most beautiful is St. George, a monolith in the shape of a Greek cross recessed to 13m into the rock. the legend tells that King Lalibela built the churches by order of God during the 3 days, when he fell into a dead sleep because his older brother (who was at that time the king had tried to poison him) the churches were built very quickly: the workers worked in the day and in the night worked the angels. The celebration of Genna, Coptic Christmas, in Lalibela attracts thousands of pilgrims, they arrive here after an a long walk, like in an ancient pilgrimage through lunar mountains, jagged plains where the grass is just a memory. The celebration begins on the morning and culminates in the night. Ends with a procession around the hole of Beta Maryam on the day of Genna. Pilgrims with white Schamma, liturgical dance to the sound of drums and sistri, Monks and deacons, Priests dressed with precious damasked cloths. The intense spirituality of a faith ancestral unchanged and deep as the churches of King Lalibela.
La città "celestiale" di Lalibela, la Gerusalemme d'Etiopia. Undici chiese monolitiche del XII secolo, scavate nel tufo vulcanico rosato. Vere e proprie "preghiere di pietra", divise in due gruppi sulle rive di un fiume chiamato non a caso Giordano, le chiese sono tuttora aperte al culto e collegate fra di loro da una rete di gallerie sotterranee scavate nella roccia. Architetture delle profondità, le basiliche non si stagliano all'orizzonte, è solo a pochi metri dalle fosse, confine fra sacro e profano, che si possono contemplare in tutto il loro mistico fascino. L'Etiopia è cristiana dal 335 e dopo il Concilio di Calcedonia del 451, i Cristiani d'Etiopia aderiscono alla chiesa d'Egitto, detta appunto Copta. Nel corso del secolo successivo l'ondata Islamica che travolge l'Africa, isola l'Etiopia e la Chiesa locale il cui rito, a differenza di quella europea, non subisce alcuna modificazione. Col passare dei secoli la Chiesa Etiope conserva un Cristianesimo primitivo che per molti aspetti ricorda l'originario mondo Biblico. Lalibela è rimasta a lungo isolata tra le Ambe etiopi per le cattive condizioni dei collegamenti stradali, il piccolo villaggio accoglie il visitatore con i mendicanti, la polvere e le pulci, ma offre i gioielli delle chiese rupestri, i più grandi monumenti monolitici di tutta l'Africa. Esplorare i meandri che collegano le chiese è un’esperienza indimenticabile. Tutte le chiese sono decorate sia all’interno che all’esterno, alcune sono affrescate. La più bella è quella dedicata a S.Giorgio: un monolite a forma di croce greca incassato per 13m nella roccia. La leggenda racconta che Re Lalibela costruì le chiese per ordine di Dio: durante i 3 giorni in cui cadde in un sonno mortale perché suo fratello maggiore, che era in quel momento il re, aveva cercato di avvelenarlo, le chiese sorsero a velocità miracolosa: di giorno lavoravano gli operai e di notte gli angeli. La celebrazione di Genna, il Natale Copto, a Lalibela richiama migliaia di pellegrini che a piedi, avvolti nelle loro shamme bianche, in un pellegrinaggio da medioevo attraversano montagne dall'aspetto lunare, pianori frastagliati dove l'erba è solo un ricordo. La celebrazione inizia la mattina della vigilia ed arriva al culmine nella notte. Termina con la processione attorno alla fossa di Beta Maryam nel giorno di Genna. Pellegrini nelle schamme bianche, danze liturgiche al suono dei tamburi e dei sistri, i costumi dei monaci e dei diaconi, sacerdoti ieratici e maestosi incorniciati da preziosi damascati. La spiritualità intensa di una fede ancestrale, immutata e profonda come le chiese di Re Lalibela.