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Prayer wheel in Dzogchen - Sichuan - China 1999. The prayer wheel is a means of simulating the chant of a mantra by physically revolving the object several times in a clockwise direction. It is widely seen among Tibetan people. In order not to desecrate religious artifacts such as Stupas, mani stones, and Gompas, Tibetan Buddhists walk around them in a clockwise direction, although the reverse direction is true for Bön. Tibetan Buddhists chant the prayer "Om mani padme hum", while the practitioners of Bön chant "Om matri muye sale du". Film[/infoHide]

Grande Ruota di preghiera a Dzogchen - Sichuan - Cina 1999. La ruota di preghiera è un mezzo per recitare il mantra facendola girare più volte in senso orario. Al fine di non dissacrare luoghi sacri come Stupa, pietre Mani e Gompa, i buddisti tibetani girano loro attorno sempre in senso orario, mentre al contrario i Bön lo fanno in senso antiorario, tenendoli sulla sinistra.I buddisti tibetani recitano la preghiera "Om mani padme hum", mentre i Bön recitano "Om matri muye sale du". Film
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Prayer wheel in Dzogchen - Sichuan - China 1999. The prayer wheel is a means of simulating the chant of a mantra by physically revolving the object several times in a clockwise direction. It is widely seen among Tibetan people. In order not to desecrate religious artifacts such as Stupas, mani stones, and Gompas, Tibetan Buddhists walk around them in a clockwise direction, although the reverse direction is true for Bön. Tibetan Buddhists chant the prayer "Om mani padme hum", while the practitioners of Bön chant "Om matri muye sale du". Film


Grande Ruota di preghiera a Dzogchen - Sichuan - Cina 1999. La ruota di preghiera è un mezzo per recitare il mantra facendola girare più volte in senso orario. Al fine di non dissacrare luoghi sacri come Stupa, pietre Mani e Gompa, i buddisti tibetani girano loro attorno sempre in senso orario, mentre al contrario i Bön lo fanno in senso antiorario, tenendoli sulla sinistra.I buddisti tibetani recitano la preghiera "Om mani padme hum", mentre i Bön recitano "Om matri muye sale du". Film
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Corpus Domini Premana, Italy 1996. Premana is the only country in Lombardy where the women still use the ancient traditional suit. The use of this suit is not only a folk fact as it happens in so many other places, but still a datum of quotidianità. "Ol Morèl": this suit, sumptuous in his simplicity, it is today still used in Premana for celebrations of wedding. His origin, Greek-Albanian, is to connect to the ancient relationships between Premana and Venice. The Christian celebrations of the Corpus Domini is the most typical among those celebrated to Premana: a procession that unties him along the narrow streets of the old village. The run, that unties him for the length of around a kilometer, is totally decorated with tissues, draperies and cloths to create an extraordinary tunnel. The ancient brotherhoods bring their standards and candelabra, the adherentfollow suits with the ancient uniforms, the women for the occasion wear the traditional custom and all the people participates with devotion. Film[/infoHide]

Corpus Domini Premana, Italia 1996. Premana è oggigiorno l'unico paese in Lombardia ove abitualmente è portato il costume tradizionale. L'uso del costume non è solo un fatto folcloristico come avviene in tanti altri luoghi, ma ancora un dato di quotidianità. "Ol Morèl": questo costume, sfarzoso nella sua semplicità, è ancora oggi usato a Premana in occasione di feste di nozze. La sua origine, greco-albanese, è da mettersi in relazione agli antichi rapporti tra Premana e Venezia. La festa Cristiana del Corpus Domini è la più tipica tra quelle celebrate a Premana: una processione che si snoda lungo le stradine periferiche del vecchio nucleo. Il percorso, che si snoda per la lunghezza di circa un chilometro, è totalmente addobbato con lenzuola, tendaggi e drappi a creare un tunnel straordinario e fantasmagorico. Le antiche confraternite portano i loro stendardi e candelabri, gli aderenti seguono vestiti con le antiche divise, le donne per l'occasione indossano il costume tradizionale e tutto il popolo partecipa con devozione. Film
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Corpus Domini Premana, Italy 1996. Premana is the only country in Lombardy where the women still use the ancient traditional suit. The use of this suit is not only a folk fact as it happens in so many other places, but still a datum of quotidianità. "Ol Morèl": this suit, sumptuous in his simplicity, it is today still used in Premana for celebrations of wedding. His origin, Greek-Albanian, is to connect to the ancient relationships between Premana and Venice. The Christian celebrations of the Corpus Domini is the most typical among those celebrated to Premana: a procession that unties him along the narrow streets of the old village. The run, that unties him for the length of around a kilometer, is totally decorated with tissues, draperies and cloths to create an extraordinary tunnel. The ancient brotherhoods bring their standards and candelabra, the adherentfollow suits with the ancient uniforms, the women for the occasion wear the traditional custom and all the people participates with devotion. Film


Corpus Domini Premana, Italia 1996. Premana è oggigiorno l'unico paese in Lombardia ove abitualmente è portato il costume tradizionale. L'uso del costume non è solo un fatto folcloristico come avviene in tanti altri luoghi, ma ancora un dato di quotidianità. "Ol Morèl": questo costume, sfarzoso nella sua semplicità, è ancora oggi usato a Premana in occasione di feste di nozze. La sua origine, greco-albanese, è da mettersi in relazione agli antichi rapporti tra Premana e Venezia. La festa Cristiana del Corpus Domini è la più tipica tra quelle celebrate a Premana: una processione che si snoda lungo le stradine periferiche del vecchio nucleo. Il percorso, che si snoda per la lunghezza di circa un chilometro, è totalmente addobbato con lenzuola, tendaggi e drappi a creare un tunnel straordinario e fantasmagorico. Le antiche confraternite portano i loro stendardi e candelabri, gli aderenti seguono vestiti con le antiche divise, le donne per l'occasione indossano il costume tradizionale e tutto il popolo partecipa con devozione. Film
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The great Mosque of Djenne - Mali 2009. The actual Mosque is reconstructed at the beginning of 20th century on the rests of the precedent make in nineteenth-century, in a site devoted to the religious cult since 14th centuri . Splendid example of Saharan architecture, pulsating heart of the city, is the spectacular emblem of the black Islam, with its audacious towers, its stairs beveling for the time, are the most big construction in mud and wood of the world. A grandiose monument of Saharan architecture, that owes his forms to the absence of stone in the region. The annual party for the maintenance of the mosque, involves the whole community of the inhabitants of Djenné: the jobs are conducted with traditional methods among songs, prayers and cheerful hymns to Allah. Children the assignment is to amalgamate the mud, the young people climb on the walls of the mosque and they proceed to place the new layer of material of covering. The women bring the necessary water to the manufacture of the plaster. The whole procedure is directed by the eminent members of the guild of the masons, while the elderly ones, in that them same have completed in the passed the same work, 
have sat to the place of honor and they assist to the whole operation. Film[/infoHide]

La grande Moschea di Djenne - Mali 2009. L'attuale edifico risulta essere quello ricostruito ai primi del 900 sui resti di quello ottocentesco precedente, in un sito dedicato al culto religioso sin dal Trecento. Splendido esempio di architettura sahariana, cuore pulsante della città, è l'emblema spettacolare dell'Islam Nero, con le sue mura merlate, le sue torri audaci, i suoi scalini smussati dal tempo, è la più imponente costruzione in terra del mondo. Un grandioso monumento di architettura sahariana, che deve le sue forme alla scarsità di pietre da costruzione in loco, per cui qui i grandi edifici in passato venivano costruiti impastando fango e paglia su una struttura di legno, le cui estremità lasciate all'esterno, servono ancora oggi per effettuare il restauro dopo ogni stagione delle piogge. L'annuale festa per la manutenzione della moschea, coinvolge tutta la comunità degli abitanti di Djenné: i lavori sono condotti con metodi tradizionali tra canti, preghiere e gioiosi inni ad Allah. Ai bambini il compito di amalgamare il fango, i giovani si arrampicano sulle pareti della moschea e procedono a posare il nuovo strato di materiale di rivestimento, che viene loro portato da altri uomini. Le donne portano l'acqua necessaria alla fabbricazione dell'intonaco. Tutto il procedimento è diretto dai membri eminenti della corporazione dei muratori, mentre gli anziani, che essi stessi hanno compiuto in passato la medesima opera, sono seduti al posto d'onore e assistono all'intera operazione. Film
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The great Mosque of Djenne - Mali 2009. The actual Mosque is reconstructed at the beginning of 20th century on the rests of the precedent make in nineteenth-century, in a site devoted to the religious cult since 14th centuri . Splendid example of Saharan architecture, pulsating heart of the city, is the spectacular emblem of the black Islam, with its audacious towers, its stairs beveling for the time, are the most big construction in mud and wood of the world. A grandiose monument of Saharan architecture, that owes his forms to the absence of stone in the region. The annual party for the maintenance of the mosque, involves the whole community of the inhabitants of Djenné: the jobs are conducted with traditional methods among songs, prayers and cheerful hymns to Allah. Children the assignment is to amalgamate the mud, the young people climb on the walls of the mosque and they proceed to place the new layer of material of covering. The women bring the necessary water to the manufacture of the plaster. The whole procedure is directed by the eminent members of the guild of the masons, while the elderly ones, in that them same have completed in the passed the same work,
have sat to the place of honor and they assist to the whole operation. Film


La grande Moschea di Djenne - Mali 2009. L'attuale edifico risulta essere quello ricostruito ai primi del 900 sui resti di quello ottocentesco precedente, in un sito dedicato al culto religioso sin dal Trecento. Splendido esempio di architettura sahariana, cuore pulsante della città, è l'emblema spettacolare dell'Islam Nero, con le sue mura merlate, le sue torri audaci, i suoi scalini smussati dal tempo, è la più imponente costruzione in terra del mondo. Un grandioso monumento di architettura sahariana, che deve le sue forme alla scarsità di pietre da costruzione in loco, per cui qui i grandi edifici in passato venivano costruiti impastando fango e paglia su una struttura di legno, le cui estremità lasciate all'esterno, servono ancora oggi per effettuare il restauro dopo ogni stagione delle piogge. L'annuale festa per la manutenzione della moschea, coinvolge tutta la comunità degli abitanti di Djenné: i lavori sono condotti con metodi tradizionali tra canti, preghiere e gioiosi inni ad Allah. Ai bambini il compito di amalgamare il fango, i giovani si arrampicano sulle pareti della moschea e procedono a posare il nuovo strato di materiale di rivestimento, che viene loro portato da altri uomini. Le donne portano l'acqua necessaria alla fabbricazione dell'intonaco. Tutto il procedimento è diretto dai membri eminenti della corporazione dei muratori, mentre gli anziani, che essi stessi hanno compiuto in passato la medesima opera, sono seduti al posto d'onore e assistono all'intera operazione. Film
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Ganesh Temple, Holy city of Ujjain - India 2002. The Elephant God of the Hindu cosmogony, God of the wisdom and the prosperity, child of Shiva and Parvati. Film[/infoHide]

Ganesh Temple - Holy city of Ujjain - India 2002. Il Dio Elefante della cosmogonia Indu, Dio della saggezza e della prosperità, figlio di Shiva e di Parvati. Film
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Ganesh Temple, Holy city of Ujjain - India 2002. The Elephant God of the Hindu cosmogony, God of the wisdom and the prosperity, child of Shiva and Parvati. Film


Ganesh Temple - Holy city of Ujjain - India 2002. Il Dio Elefante della cosmogonia Indu, Dio della saggezza e della prosperità, figlio di Shiva e di Parvati. Film
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Copto Christmas in the Bet Debre Sina Church - Lalibela - Ethiopia 2007. Ethiopia became Christian toward the 330 d.C., the ethiopians were converted to the faith of the communities Jewish-Christians of Arabia. Lalibela is considered the Jerusalem of the Ethiopian orthodox Church. The village is situated in the center of Ethiopia to an altitude of 2700 ms. Digital[/infoHide]

Copto Christmas in the Bet Debre Sina Church - Lalibela - Ethiopia 2007. L'Etiopia divenne cristiana verso il 330 d.C., accogliendo la fede delle comunità giudaico-cristiane d'Arabia. Lalibela è considerata la Gerusalemme della Chiesa ortodossa etiopica. Il villaggio è situato nel centro dell'Etiopia ad un'altitudine di 2700 m. Digital
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Copto Christmas in the Bet Debre Sina Church - Lalibela - Ethiopia 2007. Ethiopia became Christian toward the 330 d.C., the ethiopians were converted to the faith of the communities Jewish-Christians of Arabia. Lalibela is considered the Jerusalem of the Ethiopian orthodox Church. The village is situated in the center of Ethiopia to an altitude of 2700 ms. Digital


Copto Christmas in the Bet Debre Sina Church - Lalibela - Ethiopia 2007. L'Etiopia divenne cristiana verso il 330 d.C., accogliendo la fede delle comunità giudaico-cristiane d'Arabia. Lalibela è considerata la Gerusalemme della Chiesa ortodossa etiopica. Il villaggio è situato nel centro dell'Etiopia ad un'altitudine di 2700 m. Digital
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Madrasa in Djenne - Mali 2002. The Koranic schools are a very variegated reality and they are present in many countries, from Africa, to Asia, up to the United States of America. The memorization of the Koran is one of its principal activities, together with the teaching of the bases of the Islam, the Arabic language, the history and the sacred literature. The boys that attend these schools reenter rincipalmente in the age from the 10 a 15 years and they originate from very poor families. For many of them to frequent the madrasa means to have guaranteed at least a meal a day, to which however must contribute, working in the fields, minding the livestock or asking the alms for road. During the military crisis children and teen-agers of the Mali the madrases have been a place of indoctrination and recruitment of young fighters. Film[/infoHide]

Madrasa in Djenne - Mali 2002. Le scuole coraniche sono una realtà molto variegata e sono presenti in molti paesi, dall'Africa, all'Asia, fino agli Stati Uniti d'America. La memorizzazione del Corano è una delle sue principali attività, insieme all'insegnamento dei fondamenti dell'Islam, la lingua araba, la storia e la letteratura sacra. I ragazzi che frequentano queste scuole rientrano principalmente nella fascia di età dai 10 ai 15 anni e provengono da famiglie molto povere. Per molti di loro frequentare la madrasa significa avere garantito almeno un pasto al giorno, a cui però devono contribuire, lavorando nei campi, badando al bestiame o chiedendo l'elemosina per strada. Durante la crisi militare del Mali le madrase sono state un luogo di indottrinamento e di reclutamento di giovani combattenti. Bambini e adolescenti rapiti direttamente nelle scuola coraniche nel centro e nel nord del Mali e portati in campi di addestramento e iniziati all'uso delle armi e alla guerra. Film
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Madrasa in Djenne - Mali 2002. The Koranic schools are a very variegated reality and they are present in many countries, from Africa, to Asia, up to the United States of America. The memorization of the Koran is one of its principal activities, together with the teaching of the bases of the Islam, the Arabic language, the history and the sacred literature. The boys that attend these schools reenter rincipalmente in the age from the 10 a 15 years and they originate from very poor families. For many of them to frequent the madrasa means to have guaranteed at least a meal a day, to which however must contribute, working in the fields, minding the livestock or asking the alms for road. During the military crisis children and teen-agers of the Mali the madrases have been a place of indoctrination and recruitment of young fighters. Film


Madrasa in Djenne - Mali 2002. Le scuole coraniche sono una realtà molto variegata e sono presenti in molti paesi, dall'Africa, all'Asia, fino agli Stati Uniti d'America. La memorizzazione del Corano è una delle sue principali attività, insieme all'insegnamento dei fondamenti dell'Islam, la lingua araba, la storia e la letteratura sacra. I ragazzi che frequentano queste scuole rientrano principalmente nella fascia di età dai 10 ai 15 anni e provengono da famiglie molto povere. Per molti di loro frequentare la madrasa significa avere garantito almeno un pasto al giorno, a cui però devono contribuire, lavorando nei campi, badando al bestiame o chiedendo l'elemosina per strada. Durante la crisi militare del Mali le madrase sono state un luogo di indottrinamento e di reclutamento di giovani combattenti. Bambini e adolescenti rapiti direttamente nelle scuola coraniche nel centro e nel nord del Mali e portati in campi di addestramento e iniziati all'uso delle armi e alla guerra. Film
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Madurai Meenakshi Amman Temple, Tamil Nadu, India 2007. Digital[/infoHide]

Il tempio di Madurai Meenakshi Amman, Tamil Nadu, India 2007. Digital
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Madurai Meenakshi Amman Temple, Tamil Nadu, India 2007. Digital


Il tempio di Madurai Meenakshi Amman, Tamil Nadu, India 2007. Digital
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Rongpo Gonchen Monastery, Amdo - China 2004. Film[/infoHide]

Monastero Rongpo Gonchen Monastery, Amdo - Cina 2004. Film
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Rongpo Gonchen Monastery, Amdo - China 2004. Film


Monastero Rongpo Gonchen Monastery, Amdo - Cina 2004. Film
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Kham Region in Eastern Tibet - Pilgrimage to Lhasa 2004. The pilgrimage is one of the most popular rituals and also more visible in the Tibetan society. The Tibetans complete pilgrimages to temples and to sacred objects, to famous Lamas and saints, and also to the sacred places to Buddha. But the Tibetan pilgrimage is tied up to an extremely wide net of considered natural places "places of power", as mountains, lakes and caverns set in the thin beauty of the "the snows' country". Film[/infoHide]

Nella regione del Kham in Tibet Orientale - Pelegrinaggio a Lhasa 2004. Il pellegrinaggio è uno dei rituali più popolari e anche più visibili nella società tibetana. I tibetani compiono pellegrinaggi a templi ed ad oggetti sacri, a famosi lama ed a santi, ed anche ai luoghi sacri a Buddha. Il pellegrinaggio tibetano è legato ad una rete estremamente estesa di luoghi naturali considerati luoghi di potere, come montagne, laghi e caverne poste nella scarna bellezza del paese delle nevi. Film
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Kham Region in Eastern Tibet - Pilgrimage to Lhasa 2004. The pilgrimage is one of the most popular rituals and also more visible in the Tibetan society. The Tibetans complete pilgrimages to temples and to sacred objects, to famous Lamas and saints, and also to the sacred places to Buddha. But the Tibetan pilgrimage is tied up to an extremely wide net of considered natural places "places of power", as mountains, lakes and caverns set in the thin beauty of the "the snows' country". Film


Nella regione del Kham in Tibet Orientale - Pelegrinaggio a Lhasa 2004. Il pellegrinaggio è uno dei rituali più popolari e anche più visibili nella società tibetana. I tibetani compiono pellegrinaggi a templi ed ad oggetti sacri, a famosi lama ed a santi, ed anche ai luoghi sacri a Buddha. Il pellegrinaggio tibetano è legato ad una rete estremamente estesa di luoghi naturali considerati luoghi di potere, come montagne, laghi e caverne poste nella scarna bellezza del paese delle nevi. Film
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Jain Temple of Shravanabelagola, Karnataka - India 2017.The great statue of Lord Bahubali Gomateshwara, graven in a block of 18 meters clear granite: it is the tallest monolithic statue of the world. Jainism traditionally known as Jain dharma, is an ancient Indian religion belonging to the srama?a tradition. It prescribes non-violence towards all living beings to the most possible extent. The three main principles of Jainism are ahimsa, anekantavada (non-absolutism), aparigraha (non-possessiveness). Self-discipline and asceticism are thus major focuses of Jainism. The principle of non-violence or non-injury is the most fundamental and well-known aspect of Jainism. The everyday implementation of the principle of non-violence is more comprehensive than in other religions and is the hallmark for Jain identity. Jains believe in avoiding harm to others through thoughts, speech, and actions. Digital[/infoHide]

Tempio Jain di Shravanabelagola, Karnataka - India 2017. La grande statua di Bahubali Gomateshwara, scolpito in un blocco di granito chiaro di 18 metri: è la statua monolitica e più alta del mondo. Il giainismo è un'antica religione indiana; inizialmente documentata come una fede a sé stante, è soprattutto una filosofia in quanto non implica divinità definite. È basata sugli insegnamenti di Mahavira (559-527 a.C.), un asceta di nobile estrazione che indicava la via alla perfezione umana sulla base della nonviolenza. Secondo la sua dottrina, la filosofia giainista diventa un modo di vivere e un modo di comprendere e codificare le verità eterne e universali che occasionalmente si erano manifestate all'umanità e che più tardi riapparirono negli insegnamenti degli uomini che avevano raggiunto l'illuminazione o onniscienza. I fedeli ritengono che nella parte dell'universo in cui ci troviamo e nel presente ciclo temporale, la filosofia sia stata comunicata all'umanità da un mitico maestro, Rishabha. Prove risalenti alla civiltà della valle dell'Indo (ca. 3000-1500 a.C.) sembrano attestarne l'esistenza, grazie a sigilli e artefatti dissepolti sin dalla scoperta di questa civiltà nel 1921. Digital
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Jain Temple of Shravanabelagola, Karnataka - India 2017.The great statue of Lord Bahubali Gomateshwara, graven in a block of 18 meters clear granite: it is the tallest monolithic statue of the world. Jainism traditionally known as Jain dharma, is an ancient Indian religion belonging to the srama?a tradition. It prescribes non-violence towards all living beings to the most possible extent. The three main principles of Jainism are ahimsa, anekantavada (non-absolutism), aparigraha (non-possessiveness). Self-discipline and asceticism are thus major focuses of Jainism. The principle of non-violence or non-injury is the most fundamental and well-known aspect of Jainism. The everyday implementation of the principle of non-violence is more comprehensive than in other religions and is the hallmark for Jain identity. Jains believe in avoiding harm to others through thoughts, speech, and actions. Digital


Tempio Jain di Shravanabelagola, Karnataka - India 2017. La grande statua di Bahubali Gomateshwara, scolpito in un blocco di granito chiaro di 18 metri: è la statua monolitica e più alta del mondo. Il giainismo è un'antica religione indiana; inizialmente documentata come una fede a sé stante, è soprattutto una filosofia in quanto non implica divinità definite. È basata sugli insegnamenti di Mahavira (559-527 a.C.), un asceta di nobile estrazione che indicava la via alla perfezione umana sulla base della nonviolenza. Secondo la sua dottrina, la filosofia giainista diventa un modo di vivere e un modo di comprendere e codificare le verità eterne e universali che occasionalmente si erano manifestate all'umanità e che più tardi riapparirono negli insegnamenti degli uomini che avevano raggiunto l'illuminazione o onniscienza. I fedeli ritengono che nella parte dell'universo in cui ci troviamo e nel presente ciclo temporale, la filosofia sia stata comunicata all'umanità da un mitico maestro, Rishabha. Prove risalenti alla civiltà della valle dell'Indo (ca. 3000-1500 a.C.) sembrano attestarne l'esistenza, grazie a sigilli e artefatti dissepolti sin dalla scoperta di questa civiltà nel 1921. Digital
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Jain Temple of Shravanabelagola, Karnataka - India 2007. The great statue of Lord Bahubali Gomateshwara, graven in a block of 18 meters clear granite: it is the tallest monolithic statue of the world. Jainism traditionally known as Jain dharma, is an ancient Indian religion belonging to the srama?a tradition. It prescribes non-violence towards all living beings to the most possible extent. The three main principles of Jainism are ahimsa, anekantavada (non-absolutism), aparigraha (non-possessiveness). Self-discipline and asceticism are thus major focuses of Jainism. The principle of non-violence or non-injury is the most fundamental and well-known aspect of Jainism. The everyday implementation of the principle of non-violence is more comprehensive than in other religions and is the hallmark for Jain identity. Jains believe in avoiding harm to others through thoughts, speech, and actions. Digital[/infoHide]

Tempio Jain di Shravanabelagola, Karnataka - India 2007. La grande statua di Bahubali Gomateshwara, scolpito in un blocco di granito chiaro di 18 metri: è la statua monolitica e più alta del mondo. Il giainismo è un'antica religione indiana; inizialmente documentata come una fede a sé stante, è soprattutto una filosofia in quanto non implica divinità definite. È basata sugli insegnamenti di Mahavira (559-527 a.C.), un asceta di nobile estrazione che indicava la via alla perfezione umana sulla base della nonviolenza. Secondo la sua dottrina, la filosofia giainista diventa un modo di vivere e un modo di comprendere e codificare le verità eterne e universali che occasionalmente si erano manifestate all'umanità e che più tardi riapparirono negli insegnamenti degli uomini che avevano raggiunto l'illuminazione o onniscienza. I fedeli ritengono che nella parte dell'universo in cui ci troviamo e nel presente ciclo temporale, la filosofia sia stata comunicata all'umanità da un mitico maestro, Rishabha. Prove risalenti alla civiltà della valle dell'Indo (ca. 3000-1500 a.C.) sembrano attestarne l'esistenza, grazie a sigilli e artefatti dissepolti sin dalla scoperta di questa civiltà nel 1921. Digital
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Jain Temple of Shravanabelagola, Karnataka - India 2007. The great statue of Lord Bahubali Gomateshwara, graven in a block of 18 meters clear granite: it is the tallest monolithic statue of the world. Jainism traditionally known as Jain dharma, is an ancient Indian religion belonging to the srama?a tradition. It prescribes non-violence towards all living beings to the most possible extent. The three main principles of Jainism are ahimsa, anekantavada (non-absolutism), aparigraha (non-possessiveness). Self-discipline and asceticism are thus major focuses of Jainism. The principle of non-violence or non-injury is the most fundamental and well-known aspect of Jainism. The everyday implementation of the principle of non-violence is more comprehensive than in other religions and is the hallmark for Jain identity. Jains believe in avoiding harm to others through thoughts, speech, and actions. Digital


Tempio Jain di Shravanabelagola, Karnataka - India 2007. La grande statua di Bahubali Gomateshwara, scolpito in un blocco di granito chiaro di 18 metri: è la statua monolitica e più alta del mondo. Il giainismo è un'antica religione indiana; inizialmente documentata come una fede a sé stante, è soprattutto una filosofia in quanto non implica divinità definite. È basata sugli insegnamenti di Mahavira (559-527 a.C.), un asceta di nobile estrazione che indicava la via alla perfezione umana sulla base della nonviolenza. Secondo la sua dottrina, la filosofia giainista diventa un modo di vivere e un modo di comprendere e codificare le verità eterne e universali che occasionalmente si erano manifestate all'umanità e che più tardi riapparirono negli insegnamenti degli uomini che avevano raggiunto l'illuminazione o onniscienza. I fedeli ritengono che nella parte dell'universo in cui ci troviamo e nel presente ciclo temporale, la filosofia sia stata comunicata all'umanità da un mitico maestro, Rishabha. Prove risalenti alla civiltà della valle dell'Indo (ca. 3000-1500 a.C.) sembrano attestarne l'esistenza, grazie a sigilli e artefatti dissepolti sin dalla scoperta di questa civiltà nel 1921. Digital
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Mamzhong la 5020 m, Tibet China. Breeder pray with its prayer wheel, on the Mamzhong la 2002. In Buddhism, a prayer wheel is of a hollow metal cylinder, often beautifully embossed, mounted on a rod handle and containing a tightly wound scroll printed with a mantra. Prayer wheels are used primarily by the Buddhists of Tibet and Nepal, where hand-held prayer wheels are carried by pilgrims and other devotees and turned during devotional activities. Film[/infoHide]

Mamzhong la 5020 m, Tibet Cina 2002. Nomade con il suo gregge di yak al pascolo e la sua ruota di preghiera.Nel Buddismo, una ruota di preghiera è di un cilindro di metallo cavo, spesso finemente inciso e ornato da pietre semi preziose, montato su un manico di osso o di legno e contenente un rotolo di pagine di libri sacri con una serie di mantra. Le ruote di preghiera sono usate dai buddisti di Tibet, Nepal e dai buddisti delle aree indiane quali Ladakh e Zanscar,dove queste ruote di preghiera portatili usate per pregare in qualsiasi momento della giornata. Film
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Mamzhong la 5020 m, Tibet China. Breeder pray with its prayer wheel, on the Mamzhong la 2002. In Buddhism, a prayer wheel is of a hollow metal cylinder, often beautifully embossed, mounted on a rod handle and containing a tightly wound scroll printed with a mantra. Prayer wheels are used primarily by the Buddhists of Tibet and Nepal, where hand-held prayer wheels are carried by pilgrims and other devotees and turned during devotional activities. Film


Mamzhong la 5020 m, Tibet Cina 2002. Nomade con il suo gregge di yak al pascolo e la sua ruota di preghiera.Nel Buddismo, una ruota di preghiera è di un cilindro di metallo cavo, spesso finemente inciso e ornato da pietre semi preziose, montato su un manico di osso o di legno e contenente un rotolo di pagine di libri sacri con una serie di mantra. Le ruote di preghiera sono usate dai buddisti di Tibet, Nepal e dai buddisti delle aree indiane quali Ladakh e Zanscar,dove queste ruote di preghiera portatili usate per pregare in qualsiasi momento della giornata. Film
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Lalibela church of Bet Gabriel Rufael, Lalibela - Ethiopia 2008. Lalibela is a town in northern Ethiopia famous for monolithic rock-cut churches. Lalibela is one of Ethiopia's holiest cities and a center of pilgrimage. Ethiopia is one of the earliest nations to adopt Christianity in the first half of the fourth century, and its historical roots date to the time of the Apostles. Digital
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Chiesa di Bet Gabriel Rufael, Lalibela - Etiopia 2008. Lalibela è una città in Etiopia settentrionale famoso per le sue 11 chiese monolitiche scavate nel tufo vulcanico: nulla delle chiese è "aggiunto" tutte le strutture sono scavate direttamente nella roccia. Un inno alla gloria di Dio. Lalibela è uno delle città più sante di Etiopia ed un centro di pellegrinaggio. L'Etiopia è una delle più prime nazioni ad adottare il Cristianesimo nella prima metà del quarto secolo, e le sue radici storiche sono coeve al tempo degli Apostoli. Digital
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Lalibela church of Bet Gabriel Rufael, Lalibela - Ethiopia 2008. Lalibela is a town in northern Ethiopia famous for monolithic rock-cut churches. Lalibela is one of Ethiopia's holiest cities and a center of pilgrimage. Ethiopia is one of the earliest nations to adopt Christianity in the first half of the fourth century, and its historical roots date to the time of the Apostles. Digital


Chiesa di Bet Gabriel Rufael, Lalibela - Etiopia 2008. Lalibela è una città in Etiopia settentrionale famoso per le sue 11 chiese monolitiche scavate nel tufo vulcanico: nulla delle chiese è "aggiunto" tutte le strutture sono scavate direttamente nella roccia. Un inno alla gloria di Dio. Lalibela è uno delle città più sante di Etiopia ed un centro di pellegrinaggio. L'Etiopia è una delle più prime nazioni ad adottare il Cristianesimo nella prima metà del quarto secolo, e le sue radici storiche sono coeve al tempo degli Apostoli. Digital
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Lhagang Monastery - Kham Eastern Tibet - China 1999. In Tagong village, the wild west of Sichuan Province, the Gon Tongdrol Samdrubling Chode monastery, called also Lhagang. Behind the monastery the hill covered by flags of prayer the "horses of the wind". Film[/infoHide]

Lhagang Monastery - Kham Tibet Orientale - Cina 1999. Situato nel villaggio di Tagong, l'ovest selvaggio della Provincia di Sichuan, il Monastero Gon Tongdrol Samdrubling Chode, chiamato anche Lhagang. Dietro al convento la collina coperta da bandiere di preghiera i "cavalli del vento". Film
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Lhagang Monastery - Kham Eastern Tibet - China 1999. In Tagong village, the wild west of Sichuan Province, the Gon Tongdrol Samdrubling Chode monastery, called also Lhagang. Behind the monastery the hill covered by flags of prayer the "horses of the wind". Film


Lhagang Monastery - Kham Tibet Orientale - Cina 1999. Situato nel villaggio di Tagong, l'ovest selvaggio della Provincia di Sichuan, il Monastero Gon Tongdrol Samdrubling Chode, chiamato anche Lhagang. Dietro al convento la collina coperta da bandiere di preghiera i "cavalli del vento". Film
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Buddhist temple in the plain of Pagan, Myanmar 2016. Digital[/infoHide]

Tempio buddista nella piana di Pagan, Myanmar 2016. Digital
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Buddhist temple in the plain of Pagan, Myanmar 2016. Digital


Tempio buddista nella piana di Pagan, Myanmar 2016. Digital
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The house of Nats - Mindat area, Chin State, Myanmar 2016. Hanging on the columns skulls of mython (wild ox) that have been sacrificed. The Nats are spirits worshipped in Myanmar in conjunction with Buddhism. They are divided between the 37 Great Nats and all the rest (i.e., spirits of trees, water, etc.). Almost all of the 37 Great Nats were human beings who met violent deaths. Digital[/infoHide]

La casa dei Nats, Mindat area - Chin State - Myanmar 2016. Appesi alle colonne teschi di mython (bue selvatico) che sono stati sacrificati ai Nats. I Nats sono divinità animiste venerate in Myanmar parallelamente alla fede Buddista. Vi sono 37 Grandi Nats, tutti esseri umani che incontrarono morti violente, ed una infinità di altri spiriti quali gli spiriti degli alberi, delle acque, delle montagne. Digital
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The house of Nats - Mindat area, Chin State, Myanmar 2016. Hanging on the columns skulls of mython (wild ox) that have been sacrificed. The Nats are spirits worshipped in Myanmar in conjunction with Buddhism. They are divided between the 37 Great Nats and all the rest (i.e., spirits of trees, water, etc.). Almost all of the 37 Great Nats were human beings who met violent deaths. Digital


La casa dei Nats, Mindat area - Chin State - Myanmar 2016. Appesi alle colonne teschi di mython (bue selvatico) che sono stati sacrificati ai Nats. I Nats sono divinità animiste venerate in Myanmar parallelamente alla fede Buddista. Vi sono 37 Grandi Nats, tutti esseri umani che incontrarono morti violente, ed una infinità di altri spiriti quali gli spiriti degli alberi, delle acque, delle montagne. Digital
[infoHide=English]

Gym wrestling in Bijapur, Karnataka - India 2007. Hanuman God with form of monkey, character of the Ramayana and patron of the wrestlers. For the help to Ramayou he was compensated with long life and eternal youth. It faithfully served his Teacher and he is the personifies the fidelity in to serve God. Considered a refined and deeply cultured individual, well versed in every science. Its wisdom is equalized by the strength. In the temples to him devoted he is represented with heroic attitude, it grasps in the right the club and with the left it lifts the Sanjivini mountain, symbols of the chastity, given with supernatural powers as that to fly and change appearance. Digital
[/infoHide]

Palestra di lotta libera a Bijapur, Karnataka - India 2007. Hanuman Dio con forma di scimmia, personaggio del Ramayana e patrono dei lottatori. Per l'aiuto a Rama fu ricompensato con lunga vita ed eterna giovinezza. Servì fedelmente il suo maestro e personifica la fedeltà nel servire Dio. Considerato un individuo raffinato e profondamente colto, ben versato in ogni scienza. La sua saggezza è eguagliata dalla forza. Nei templi a lui dedicati è raffigurato con atteggiamento eroico, impugna nella destra la mazza e con la sinistra solleva il monte Sanjivini, simboli della castità, donati con poteri soprannaturali come quello di volare e di cambiar aspetto a piacimento. Digital
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Gym wrestling in Bijapur, Karnataka - India 2007. Hanuman God with form of monkey, character of the Ramayana and patron of the wrestlers. For the help to Ramayou he was compensated with long life and eternal youth. It faithfully served his Teacher and he is the personifies the fidelity in to serve God. Considered a refined and deeply cultured individual, well versed in every science. Its wisdom is equalized by the strength. In the temples to him devoted he is represented with heroic attitude, it grasps in the right the club and with the left it lifts the Sanjivini mountain, symbols of the chastity, given with supernatural powers as that to fly and change appearance. Digital


Palestra di lotta libera a Bijapur, Karnataka - India 2007. Hanuman Dio con forma di scimmia, personaggio del Ramayana e patrono dei lottatori. Per l'aiuto a Rama fu ricompensato con lunga vita ed eterna giovinezza. Servì fedelmente il suo maestro e personifica la fedeltà nel servire Dio. Considerato un individuo raffinato e profondamente colto, ben versato in ogni scienza. La sua saggezza è eguagliata dalla forza. Nei templi a lui dedicati è raffigurato con atteggiamento eroico, impugna nella destra la mazza e con la sinistra solleva il monte Sanjivini, simboli della castità, donati con poteri soprannaturali come quello di volare e di cambiar aspetto a piacimento. Digital
[infoHide=English]

Salat the Islamic prayer, Dodom Dankalia - Ethiopia 2010. In the Islam the Salat is the canonical prayer that must regularly be taken place for five times during the whole day, from the sunset of the sun to that following. Digital[/infoHide]

Salat la preghiera Islamica, Dodom Dankalia - Etiopia 2010. Nell'Islam la Salat è la preghiera canonica che si deve compiere regolarmente per cinque volte nel corso dell'intero giorno, dal tramonto del sole a quello successivo. Digital
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Salat the Islamic prayer, Dodom Dankalia - Ethiopia 2010. In the Islam the Salat is the canonical prayer that must regularly be taken place for five times during the whole day, from the sunset of the sun to that following. Digital


Salat la preghiera Islamica, Dodom Dankalia - Etiopia 2010. Nell'Islam la Salat è la preghiera canonica che si deve compiere regolarmente per cinque volte nel corso dell'intero giorno, dal tramonto del sole a quello successivo. Digital
[infoHide=English]
A Baye Fall belonging to the homonymous religious congregation in the Touba Mosque. Senegal 2016. The Baye Fall movement emerged as part of the Murīdiyya, a West African Ṣūfī order founded by Amadou Bamba Mbacké in the late nineteenth century. “Baye Fall” means literally “those who claim to belong to Father Fall”, baye/baaye is the Wolof word for “father”. The movement’s origin stems from an encounter between Cheikh (Shaykh) Ibra  Fall and Amadou Bamba in the middle of the 1880s, The members of the Baye Fall dress in colorful ragged clothes, wear their hair in dreadlocks, which they decorate usually with homemade beads, wire or string. They also carry clubs, and act as security guards in the annual Grand Magal pilgrimages to Touba. The members roaming the streets asking for financial donations for their marabout. Digital[/infoHide]

Un Baye Fall appartenente alla omonima Congregazione religiosa nella Moschea di Touba. Senegal 2016. I Baye Fall erano in origine seguaci di Cheikh Amadou Bamba noto anche come Serigne Touba, capo della confraternita Muridiyya la piu' nota e la piu' influente in senegal, In seguito il movimento baye fall fu fondato da Cheikh Ibrahima Fall, si staccò dal muridismo, nacque cosi' il bayefallismo Talvolta malvisti in seno alla comunita' islamica del Senegal, in quanto non osservano il digiuno del Ramadan e le cinque preghiere giornaliere condividono tuttavia l’importanza dello zykr, la ripetizione ipnotica di versi sacri camminando in cerchio attorno ad alcuni tamburi, cosa che li porterebbe in "trance". Il bayefallismo e' lo stato supremo del muridismo, la perfezione Un bayefall si riconosce in quanto indossa tuniche ndiakhass (patchwork colorati), thiaya (pantaloni dal cavallo largo), grosse cinture e cappellini di lana neri o marroni, dotati di pon pon. Digital
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A Baye Fall belonging to the homonymous religious congregation in the Touba Mosque. Senegal 2016. The Baye Fall movement emerged as part of the Murīdiyya, a West African Ṣūfī order founded by Amadou Bamba Mbacké in the late nineteenth century. “Baye Fall” means literally “those who claim to belong to Father Fall”, baye/baaye is the Wolof word for “father”. The movement’s origin stems from an encounter between Cheikh (Shaykh) Ibra Fall and Amadou Bamba in the middle of the 1880s, The members of the Baye Fall dress in colorful ragged clothes, wear their hair in dreadlocks, which they decorate usually with homemade beads, wire or string. They also carry clubs, and act as security guards in the annual Grand Magal pilgrimages to Touba. The members roaming the streets asking for financial donations for their marabout. Digital


Un Baye Fall appartenente alla omonima Congregazione religiosa nella Moschea di Touba. Senegal 2016. I Baye Fall erano in origine seguaci di Cheikh Amadou Bamba noto anche come Serigne Touba, capo della confraternita Muridiyya la piu' nota e la piu' influente in senegal, In seguito il movimento baye fall fu fondato da Cheikh Ibrahima Fall, si staccò dal muridismo, nacque cosi' il bayefallismo Talvolta malvisti in seno alla comunita' islamica del Senegal, in quanto non osservano il digiuno del Ramadan e le cinque preghiere giornaliere condividono tuttavia l’importanza dello zykr, la ripetizione ipnotica di versi sacri camminando in cerchio attorno ad alcuni tamburi, cosa che li porterebbe in "trance". Il bayefallismo e' lo stato supremo del muridismo, la perfezione Un bayefall si riconosce in quanto indossa tuniche ndiakhass (patchwork colorati), thiaya (pantaloni dal cavallo largo), grosse cinture e cappellini di lana neri o marroni, dotati di pon pon. Digital
[infoHide=English]

Fetishes Somba, Atakora - Benin 1998. Every village Somba have a protecting altar and the house of the fetishes where it operates the "Feticheur." Film[/infoHide]

Feticci Somba, massiccio dell'Atakora - Benin 1998. Ogni villaggio Somba possiede un altare protettore e una casa dei feticci dove opera il Feticheur. Film
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Fetishes Somba, Atakora - Benin 1998. Every village Somba have a protecting altar and the house of the fetishes where it operates the "Feticheur." Film


Feticci Somba, massiccio dell'Atakora - Benin 1998. Ogni villaggio Somba possiede un altare protettore e una casa dei feticci dove opera il Feticheur. Film
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Flags of prayer, Dzogchen - Sichuan - China 1999. The Tibetan flags of prayer "lung-ta" are flags of colored tissue, that are hung in sacred places, near monasteries or on the tall mointain of Himalaya to bless the places in the outskirts. In the center of the flags of prayer traditionally it is the Lung-ta "horse of the wind" that brings three jewels in flames (ratna) on his back. Film
[/infoHide]

Bandiere di preghiera, Dzogchen - Sichuan - China 1999. Le bandiere di preghiera tibetane "lung-ta" sono delle bandiere di stoffa colorata, che vengono appese in luoghi sacri, nei pressi di monasteri o sugli alti picchi dell'Himalaya per benedire i luoghi nei dintorni. Al centro delle bandiere di preghiera tradizionalmente si trova il Lung-ta ("cavallo del vento") che porta tre gioielli in fiamme (ratna) sulla sua schiena. Film
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Flags of prayer, Dzogchen - Sichuan - China 1999. The Tibetan flags of prayer "lung-ta" are flags of colored tissue, that are hung in sacred places, near monasteries or on the tall mointain of Himalaya to bless the places in the outskirts. In the center of the flags of prayer traditionally it is the Lung-ta "horse of the wind" that brings three jewels in flames (ratna) on his back. Film


Bandiere di preghiera, Dzogchen - Sichuan - China 1999. Le bandiere di preghiera tibetane "lung-ta" sono delle bandiere di stoffa colorata, che vengono appese in luoghi sacri, nei pressi di monasteri o sugli alti picchi dell'Himalaya per benedire i luoghi nei dintorni. Al centro delle bandiere di preghiera tradizionalmente si trova il Lung-ta ("cavallo del vento") che porta tre gioielli in fiamme (ratna) sulla sua schiena. Film
[infoHide=English]

Collective baptism of women tribù Lou Nuer, Salesian Catholic mission of Pugnido, Border South Sudan - Ethiopia 2009. Mostly are women and children fleeing the Sudanese civil war, two conflicts 1955 - 1972 and 1983 - 2005, and then the civil war in South Sudan 2013 to February 2020. The family men are dead or are still fighting for their land. Women and children are being monitored in UNHCR refugee camps The refugees are dealt by NGOs the UNHCR of the United Nations and Religious Missions The border territories between Jonglei (Sud Sudan) and Gambella (Ethiopia) hosts about 450000 South Sudanese refugees 
Digital[/infoHide]

Battesimo collettivo di donne di tribù Lou Nuer, Missione cattolica salesiana di Pugnido, Confine Sud Sudan - Etiopia 2009. Per lo più sono donne e bambini in fuga dalla guerra civile sudanese, due conflitti 1955-1972 e 1983-2005, e poi dalla guerra civile in Sud Sudan dal 2013 al febbraio 2020 Gli uomini di famiglia sono morti o stanno ancora combattendo per la loro terra. Donne e bambini vengono monitorati nei campi profughi dell'UNHCR
I profughi sono seguiti da varie ONG, dall'UNHCR delle Nazioni Unite e da Missioni Religiose
I territori di confine tra Jonglei (Sud Sudan) e Gambella (Etiopia) ospitano circa 450000 rifugiati sud sudanesi
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Collective baptism of women tribù Lou Nuer, Salesian Catholic mission of Pugnido, Border South Sudan - Ethiopia 2009. Mostly are women and children fleeing the Sudanese civil war, two conflicts 1955 - 1972 and 1983 - 2005, and then the civil war in South Sudan 2013 to February 2020. The family men are dead or are still fighting for their land. Women and children are being monitored in UNHCR refugee camps The refugees are dealt by NGOs the UNHCR of the United Nations and Religious Missions The border territories between Jonglei (Sud Sudan) and Gambella (Ethiopia) hosts about 450000 South Sudanese refugees
Digital


Battesimo collettivo di donne di tribù Lou Nuer, Missione cattolica salesiana di Pugnido, Confine Sud Sudan - Etiopia 2009. Per lo più sono donne e bambini in fuga dalla guerra civile sudanese, due conflitti 1955-1972 e 1983-2005, e poi dalla guerra civile in Sud Sudan dal 2013 al febbraio 2020 Gli uomini di famiglia sono morti o stanno ancora combattendo per la loro terra. Donne e bambini vengono monitorati nei campi profughi dell'UNHCR
I profughi sono seguiti da varie ONG, dall'UNHCR delle Nazioni Unite e da Missioni Religiose
I territori di confine tra Jonglei (Sud Sudan) e Gambella (Etiopia) ospitano circa 450000 rifugiati sud sudanesi
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Collective baptism of women tribù Lou Nuer, Salesian Catholic mission of Pugnido, Border South Sudan - Ethiopia 2009. Mostly are women and children fleeing the Sudanese civil war, two conflicts 1955 - 1972 and 1983 - 2005, and then the civil war in South Sudan 2013 to February 2020. The family men are dead or are still fighting for their land. Women and children are being monitored in UNHCR refugee camps The refugees are dealt by NGOs the UNHCR of the United Nations and Religious Missions The border territories between Jonglei (Sud Sudan) and Gambella (Ethiopia) hosts about 450000 South Sudanese refugees 
Digital[/infoHide]

Battesimo collettivo di donne di tribù Lou Nuer, Missione cattolica salesiana di Pugnido, Confine Sud Sudan - Etiopia 2009. Per lo più sono donne e bambini in fuga dalla guerra civile sudanese, due conflitti 1955-1972 e 1983-2005, e poi dalla guerra civile in Sud Sudan dal 2013 al febbraio 2020 Gli uomini di famiglia sono morti o stanno ancora combattendo per la loro terra. Donne e bambini vengono monitorati nei campi profughi dell'UNHCR
I profughi sono seguiti da varie ONG, dall'UNHCR delle Nazioni Unite e da Missioni Religiose
I territori di confine tra Jonglei (Sud Sudan) e Gambella (Etiopia) ospitano circa 450000 rifugiati sud sudanesi
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Collective baptism of women tribù Lou Nuer, Salesian Catholic mission of Pugnido, Border South Sudan - Ethiopia 2009. Mostly are women and children fleeing the Sudanese civil war, two conflicts 1955 - 1972 and 1983 - 2005, and then the civil war in South Sudan 2013 to February 2020. The family men are dead or are still fighting for their land. Women and children are being monitored in UNHCR refugee camps The refugees are dealt by NGOs the UNHCR of the United Nations and Religious Missions The border territories between Jonglei (Sud Sudan) and Gambella (Ethiopia) hosts about 450000 South Sudanese refugees
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Battesimo collettivo di donne di tribù Lou Nuer, Missione cattolica salesiana di Pugnido, Confine Sud Sudan - Etiopia 2009. Per lo più sono donne e bambini in fuga dalla guerra civile sudanese, due conflitti 1955-1972 e 1983-2005, e poi dalla guerra civile in Sud Sudan dal 2013 al febbraio 2020 Gli uomini di famiglia sono morti o stanno ancora combattendo per la loro terra. Donne e bambini vengono monitorati nei campi profughi dell'UNHCR
I profughi sono seguiti da varie ONG, dall'UNHCR delle Nazioni Unite e da Missioni Religiose
I territori di confine tra Jonglei (Sud Sudan) e Gambella (Etiopia) ospitano circa 450000 rifugiati sud sudanesi
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Renuka Festival - Karnataka, India 2007. In the south of India the days of plenilunio for the devoted of Yallamha is time to celebrate The goddess, Ancient goddess of the fertility, revered as the protecting goddess of the humblest, of the tribal ones, of the farmers with the name of Jagadamba her "Mother of the universe." Renuka, the goddess Yallama, appears in the bodies of the prostitutes, eunuchs and transsexuals, that reach her temple walking for days in pilgrimage with humble families, with the same hope. The Goddess of the "different" in a big festival of emotions, sounds, colors and odors, it gathers the desirous people to go out of the shade, to be revealed, to vindicate the attention of the others. Digital[/infoHide]

Renuka Festival - Karnataka, India 2007. Nel sud dell'India i giorni di plenilunio sono dedicate alla celebrazione della dea Yallamha, antica dea della fertilità, venerata come la dea protettrice dei più umili, dei tribali, dei contadini, come Jagadamba la "Madre dell'Universo". Renuka, la dea Yallama, si mostra nei corpi delle prostitute, di eunuchi e transessuali che raggiungono il suo tempio camminando per giorni in pellegrinaggio con umili famiglie, accumunati dalla stessa speranza. La Dea dei diversi in un turbinio di emozioni, suoni, colori e odori riunisce le persone desiderose di uscire dall'ombra, manifestarsi, rivendicare l'attenzione degli altri. Digital
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Renuka Festival - Karnataka, India 2007. In the south of India the days of plenilunio for the devoted of Yallamha is time to celebrate The goddess, Ancient goddess of the fertility, revered as the protecting goddess of the humblest, of the tribal ones, of the farmers with the name of Jagadamba her "Mother of the universe." Renuka, the goddess Yallama, appears in the bodies of the prostitutes, eunuchs and transsexuals, that reach her temple walking for days in pilgrimage with humble families, with the same hope. The Goddess of the "different" in a big festival of emotions, sounds, colors and odors, it gathers the desirous people to go out of the shade, to be revealed, to vindicate the attention of the others. Digital


Renuka Festival - Karnataka, India 2007. Nel sud dell'India i giorni di plenilunio sono dedicate alla celebrazione della dea Yallamha, antica dea della fertilità, venerata come la dea protettrice dei più umili, dei tribali, dei contadini, come Jagadamba la "Madre dell'Universo". Renuka, la dea Yallama, si mostra nei corpi delle prostitute, di eunuchi e transessuali che raggiungono il suo tempio camminando per giorni in pellegrinaggio con umili famiglie, accumunati dalla stessa speranza. La Dea dei diversi in un turbinio di emozioni, suoni, colori e odori riunisce le persone desiderose di uscire dall'ombra, manifestarsi, rivendicare l'attenzione degli altri. Digital
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Lalibela church of Bet Gabriel Rufael, Lalibela - Ethiopia 2014. Digital[/infoHide]

Chiesa di Bet Gabriel Rufael, Lalibela - Etiopia 2014. Digital
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Lalibela church of Bet Gabriel Rufael, Lalibela - Ethiopia 2014. Digital


Chiesa di Bet Gabriel Rufael, Lalibela - Etiopia 2014. Digital

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Mosque of the Divinity, Dakar - Senegal 2016. In the mounth of Ramadan in the evening after the sunset the woman are ready for break the fast. Digital[/infoHide]

Moschea della Divinità, Dakar - Senegal 2016. Nel mese di Ramadan, alla sera dopo il tramonto le donne si preparano per rompere il digiuono che si protrae dall'alba. Digital
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Mosque of the Divinity, Dakar - Senegal 2016. In the mounth of Ramadan in the evening after the sunset the woman are ready for break the fast. Digital


Moschea della Divinità, Dakar - Senegal 2016. Nel mese di Ramadan, alla sera dopo il tramonto le donne si preparano per rompere il digiuono che si protrae dall'alba. Digital
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Coptic Easter in Axum, Ethiopia 2010. The night before Easter near St Mary of Zion. Digital
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La Pasqua copta ad Axum, Etiopia 2010. La veglia nei pressi St Mary di Zion nella notte che precede il giorno di Pasqua. Digital
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Coptic Easter in Axum, Ethiopia 2010. The night before Easter near St Mary of Zion. Digital


La Pasqua copta ad Axum, Etiopia 2010. La veglia nei pressi St Mary di Zion nella notte che precede il giorno di Pasqua. Digital
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Hindu temple in Dwarka, Gujarat - India 1998. Dwarka is a holy city for the Hinduism and his temples is destination of incessant pilgrimage from the whole surrounding region. A priest faithful to the god Vishnu trace on his forehead the three white lines that countersign the "Vishnaviti", those people who revere the Mr. Vishnu which to God Supreme. Film[/infoHide]

Tempio Hindu a Dwarka, Gujarat - India 1998. Dwarka è una città santa per l'induismo e i suoi templi sono meta di incessante pellegrinaggio da tutta la regione circostante. Pellegini ed un Bramino intento a tracciare sulla sua fronte le tre righe bianche che contraddistinguono i Vishnaviti, coloro che venerano il Signore Vishnu quale essere supremo. Film
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Hindu temple in Dwarka, Gujarat - India 1998. Dwarka is a holy city for the Hinduism and his temples is destination of incessant pilgrimage from the whole surrounding region. A priest faithful to the god Vishnu trace on his forehead the three white lines that countersign the "Vishnaviti", those people who revere the Mr. Vishnu which to God Supreme. Film


Tempio Hindu a Dwarka, Gujarat - India 1998. Dwarka è una città santa per l'induismo e i suoi templi sono meta di incessante pellegrinaggio da tutta la regione circostante. Pellegini ed un Bramino intento a tracciare sulla sua fronte le tre righe bianche che contraddistinguono i Vishnaviti, coloro che venerano il Signore Vishnu quale essere supremo. Film
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Santa Cruz Monastery, Coimbra, Portugal 2018. In Portuguese azul means blue, and it might seem that the term azulejos is Portuguese, however, it is a word of Arabic origin which means "mosaic tile". In fact, it was the Moors who introduced this decorative method in Portugal, even if their tiles could only represent geometric figures, and not for particular aesthetic taste, but because the Islamic region forbade the reproduction of human figures.
The diffusion of Portuguese azulejos became important around the sixteenth century when sacred subjects began to be represented, playing an important decorative and didactic role in the decoration of churches. In addition to being a decoration, it was also the story by image of the life of Christ and the Saints for all those who, unable to read, did not have access to the sacred texts.Digital[/infoHide]

Monastero di Santa Cruz, Coimbra, Portogallo 2018. In portoghese azul significa azzurro, e potrebbe sembrare che il termine azulejos sia portoghese, invece, si tratta di una parola di origine araba che significa “tessera di mosaico”. Furono, infatti, proprio i mori ad introdurre questa modalità decorativa in Portogallo, anche se le loro mattonelle potevano rappresentare solo delle figure geometriche, e non per gusto estetico particolare, ma perché la regione islamica vietava la riproduzione di figure umane.
La diffusione degli azulejos portoghesi divenne importante intorno al XVI secolo quando cominciarono ad essere rappresentati soggetti sacri,  svolgendo un ruolo decorativo e didattico importante nella decorazione delle chiese. Oltre che essere decorazione era anche il racconto per immagine della vita del Cristo e dei Santi per tutti coloro che non sapendo leggere non avevano accesso ai sacri testi
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Santa Cruz Monastery, Coimbra, Portugal 2018. In Portuguese azul means blue, and it might seem that the term azulejos is Portuguese, however, it is a word of Arabic origin which means "mosaic tile". In fact, it was the Moors who introduced this decorative method in Portugal, even if their tiles could only represent geometric figures, and not for particular aesthetic taste, but because the Islamic region forbade the reproduction of human figures.
The diffusion of Portuguese azulejos became important around the sixteenth century when sacred subjects began to be represented, playing an important decorative and didactic role in the decoration of churches. In addition to being a decoration, it was also the story by image of the life of Christ and the Saints for all those who, unable to read, did not have access to the sacred texts.Digital


Monastero di Santa Cruz, Coimbra, Portogallo 2018. In portoghese azul significa azzurro, e potrebbe sembrare che il termine azulejos sia portoghese, invece, si tratta di una parola di origine araba che significa “tessera di mosaico”. Furono, infatti, proprio i mori ad introdurre questa modalità decorativa in Portogallo, anche se le loro mattonelle potevano rappresentare solo delle figure geometriche, e non per gusto estetico particolare, ma perché la regione islamica vietava la riproduzione di figure umane.
La diffusione degli azulejos portoghesi divenne importante intorno al XVI secolo quando cominciarono ad essere rappresentati soggetti sacri, svolgendo un ruolo decorativo e didattico importante nella decorazione delle chiese. Oltre che essere decorazione era anche il racconto per immagine della vita del Cristo e dei Santi per tutti coloro che non sapendo leggere non avevano accesso ai sacri testi
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Orthodox nuns in prayer, Ushguli - Svaneti, Georgia 2018. Ushguli is a community of four villages located at the head of the Enguri gorge in Svaneti, Georgia. Is the highest continuously inhabited settlements in Europe, Ushguli has been "saved" by its particularly inaccessible location, which helped preserve the villages' timeless feel. Ushguli is located at an altitude of 2400 metres near the foot of Shkhara 5068 m, one of the highest summits of the Greater Caucasus mountains. About 70 families (about 200 people) live in the area, enough to support a small school. The area is covered with snow for 6 months a year and the only road to Usguli is impassable for cars.
The Ushguli church of the Mother of God (dated to the 9th or 10th century) is popularly known as the Lamaria church of Ushguli, is a medieval Georgian Orthodox church.  It is a simple hall church, with a projecting apse and an ambulatory and contains two layers of medieval frescoes.
Digital[/infoHide]


Suore ortodosse in preghiera, Ushguli - Svaneti, Georgia 2018. Ushguli è una comunità di quattro villaggi situati all'inizio della gola di Enguri a Svaneti, in Georgia. È il più alto insediamento abitato ininterrottamente in Europa, Ushguli è stato "salvato" dalla sua posizione particolarmente inaccessibile, che ha contribuito a preservare l'atmosfera senza tempo dei villaggi. Ushguli si trova ad un'altitudine di 2400 metri vicino ai piedi dello Shkhara 5068 m, una delle vette più alte delle montagne del Grande Caucaso. Nella zona vivono circa 70 famiglie (circa 200 persone), sufficienti per sostenere una piccola scuola. L'area è innevata per 6 mesi all'anno e l'unica strada per Usguli è impraticabile per le auto.
La chiesa Ushguli della Madre di Dio (datata al IX o X secolo) è popolarmente conosciuta come la chiesa Lamaria di Ushguli, è una chiesa ortodossa georgiana medievale. Si tratta di una semplice chiesa a sala, con abside sporgente e deambulatorio e contiene due strati di affreschi medievali.
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Orthodox nuns in prayer, Ushguli - Svaneti, Georgia 2018. Ushguli is a community of four villages located at the head of the Enguri gorge in Svaneti, Georgia. Is the highest continuously inhabited settlements in Europe, Ushguli has been "saved" by its particularly inaccessible location, which helped preserve the villages' timeless feel. Ushguli is located at an altitude of 2400 metres near the foot of Shkhara 5068 m, one of the highest summits of the Greater Caucasus mountains. About 70 families (about 200 people) live in the area, enough to support a small school. The area is covered with snow for 6 months a year and the only road to Usguli is impassable for cars.
The Ushguli church of the Mother of God (dated to the 9th or 10th century) is popularly known as the Lamaria church of Ushguli, is a medieval Georgian Orthodox church. It is a simple hall church, with a projecting apse and an ambulatory and contains two layers of medieval frescoes.
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Suore ortodosse in preghiera, Ushguli - Svaneti, Georgia 2018. Ushguli è una comunità di quattro villaggi situati all'inizio della gola di Enguri a Svaneti, in Georgia. È il più alto insediamento abitato ininterrottamente in Europa, Ushguli è stato "salvato" dalla sua posizione particolarmente inaccessibile, che ha contribuito a preservare l'atmosfera senza tempo dei villaggi. Ushguli si trova ad un'altitudine di 2400 metri vicino ai piedi dello Shkhara 5068 m, una delle vette più alte delle montagne del Grande Caucaso. Nella zona vivono circa 70 famiglie (circa 200 persone), sufficienti per sostenere una piccola scuola. L'area è innevata per 6 mesi all'anno e l'unica strada per Usguli è impraticabile per le auto.
La chiesa Ushguli della Madre di Dio (datata al IX o X secolo) è popolarmente conosciuta come la chiesa Lamaria di Ushguli, è una chiesa ortodossa georgiana medievale. Si tratta di una semplice chiesa a sala, con abside sporgente e deambulatorio e contiene due strati di affreschi medievali.
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The holy family, Sekota Valley, Tigrè Region - Ethiopia 2019 
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La sacra famiglia, Sekota Valley, Regione del Tigrè - Etiopia 2019
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The holy family, Sekota Valley, Tigrè Region - Ethiopia 2019
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La sacra famiglia, Sekota Valley, Regione del Tigrè - Etiopia 2019
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Celebration of Phoolonwali Holi in Banke Bihari Temple, Vrindavan - Uttar Pradesh, India 2019
It is said that Holi existed several centuries before Christ. However, the meaning of the festival is believed to have changed over the years. 
Earlier it was a special rite performed by married women for the happiness and well-being of their families and the full moon (Raka) was worshiped.  Rituals of the ancient festival of Holi are religiously followed every year with care and enthusiasm. Days before the festival people start gathering wood for the lighting of the bonfire called Holika at the major crossroads of the city. This ensures that at the time of the actual celebration a huge pile of wood is collected. On the eve of Holi, Holika Dahan takes place: effigy of Holika, the devil minded sister of demon King Hiranyakashyap is placed in the wood and burnt. The ritual symbolises the victory of good over evil and also the triumph of a true devotee. In what is known as the hub of holi in India, the towns of Barsana, Nandgaon and Vrindavan, Holi is known as Lathmaar Holi with celebrations lasting a week and ending in the Banke Bihari Temple at Vrindavan where in the afternoon Holi is not celebrated with colours, but with flowers. That is why it is called Phoolonwali Holi meaning Holi with flowers. 
Digital[/infoHide]

Celebrazione del Phoolonwali Holi nel tempio di Banke Bihari, Vrindavan - Uttar Pradesh, India 2019
Si dice che i riti di Holi venissero svolti diversi secoli prima di Cristo. Tuttavia, si ritiene che il significato del festival sia cambiato nel corso degli anni. In precedenza era un rito speciale eseguito da donne sposate per la felicità e il benessere delle loro famiglie e veniva venerata la luna piena (Raka). I rituali dell'antica festa di Holi sono seguiti religiosamente ogni anno con cura ed entusiasmo. Alcuni giorni prima del festival, la gente inizia a raccogliere legna per l'accensione del falò chiamato Holika nel principale crocevia della città. Ciò garantisce che al momento della celebrazione vera e propria venga raccolta un'enorme catasta di legna.
Alla vigilia di Holi, ha luogo Holika Dahan: l'effigie di Holika, la sorella diabolica del re demone Hiranyakashyap viene posta nel bosco e bruciata. Il rituale simboleggia la vittoria del bene sul male e anche il trionfo di un vero devoto. In quello che è noto come il fulcro di holi in India, le città di Barsana, Nandgaon e Vrindavan, Holi è conosciuta come Lathmaar Holi con celebrazioni che durano una settimana e terminano nel Tempio di Banke Bihari a Vrindavan dove nel pomeriggio Holi non viene celebrato con colori, ma con fiori. Ecco perché si chiama Phoolonwali Holi che significa Holi con i fiori.
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Celebration of Phoolonwali Holi in Banke Bihari Temple, Vrindavan - Uttar Pradesh, India 2019
It is said that Holi existed several centuries before Christ. However, the meaning of the festival is believed to have changed over the years.
Earlier it was a special rite performed by married women for the happiness and well-being of their families and the full moon (Raka) was worshiped. Rituals of the ancient festival of Holi are religiously followed every year with care and enthusiasm. Days before the festival people start gathering wood for the lighting of the bonfire called Holika at the major crossroads of the city. This ensures that at the time of the actual celebration a huge pile of wood is collected. On the eve of Holi, Holika Dahan takes place: effigy of Holika, the devil minded sister of demon King Hiranyakashyap is placed in the wood and burnt. The ritual symbolises the victory of good over evil and also the triumph of a true devotee. In what is known as the hub of holi in India, the towns of Barsana, Nandgaon and Vrindavan, Holi is known as Lathmaar Holi with celebrations lasting a week and ending in the Banke Bihari Temple at Vrindavan where in the afternoon Holi is not celebrated with colours, but with flowers. That is why it is called Phoolonwali Holi meaning Holi with flowers.
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Celebrazione del Phoolonwali Holi nel tempio di Banke Bihari, Vrindavan - Uttar Pradesh, India 2019
Si dice che i riti di Holi venissero svolti diversi secoli prima di Cristo. Tuttavia, si ritiene che il significato del festival sia cambiato nel corso degli anni. In precedenza era un rito speciale eseguito da donne sposate per la felicità e il benessere delle loro famiglie e veniva venerata la luna piena (Raka). I rituali dell'antica festa di Holi sono seguiti religiosamente ogni anno con cura ed entusiasmo. Alcuni giorni prima del festival, la gente inizia a raccogliere legna per l'accensione del falò chiamato Holika nel principale crocevia della città. Ciò garantisce che al momento della celebrazione vera e propria venga raccolta un'enorme catasta di legna.
Alla vigilia di Holi, ha luogo Holika Dahan: l'effigie di Holika, la sorella diabolica del re demone Hiranyakashyap viene posta nel bosco e bruciata. Il rituale simboleggia la vittoria del bene sul male e anche il trionfo di un vero devoto. In quello che è noto come il fulcro di holi in India, le città di Barsana, Nandgaon e Vrindavan, Holi è conosciuta come Lathmaar Holi con celebrazioni che durano una settimana e terminano nel Tempio di Banke Bihari a Vrindavan dove nel pomeriggio Holi non viene celebrato con colori, ma con fiori. Ecco perché si chiama Phoolonwali Holi che significa Holi con i fiori.
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